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Il comune di Pessinetto appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Cappella di San Rocco

Nome Descrizione
Indirizzo Borgata Mombresto
L'anno più remoto in cui viene rintracciato il nome di Mombresto è il 1336 (fonte: Drappero). Secondo tale fonte, in data dieci agosto 1336, ci fu un'investitura fatta ai Pamparato di Lanzo di parte delle decime nei territori di Gisola e Mombresto. Sempre secondo tale fonte si riferisce di una visita Pastorale fatta il ventinove luglio 1601 dal teologo Francesco Vilmino. L'allora parroco di Mezzenile Don Castellina, nella relazione di tale visita, scrive tra l'altro: “Io prete Pietro Castellina ho veduto la capela sotto il titolo di San Rocho ed avuta autorità da Mons. Ill.mo di benedirla ho pregato Gian Battista Teppati prevosto a ben benedir detta Capela l'anno 1601 lì…”.

Questa data s'accorda pienamente con i fatti dell'epoca, dato che nel 1598 vi fu una terribile pestilenza e si diffuse nelle Valli di Lanzo la devozione verso San Rocco, protettore della peste. Il fatto che questa cappella sia dedicata anche a San Vito fa ritenere che questa cappella abbia origini più remote. Particolare la scelta di dedicare la cappella a questi due Santi, cosa che non si ritrova in nessuna altra cappella delle Valli.

Il libro dei conti per la Cappella ha inizio nel 1768, ma è abbastanza scarso di notizie. Da esso comunque si può risalire alla data di ampliamento della Cappella, avvenuto nel 1784. Dal libro si desume che la Cappella ha avuto nel tempo anche funzioni sociali: non di rado appare infatti che la cappella prestasse soldi a persone bisognose, le quali si facevano scrupolo di restituirli con i dovuti interessi. Tale libro veniva in un primo tempo redatto dai priori, che cambiavano di anno in anno. In seguito sono subentrate persone di buona volontà che hanno provveduto alle necessità della Cappella. Attualmente esiste un comitato (badia) che si fa' carico dei bisogni che nascono di volta in volta (si ricorda il rifacimento del tetto, con il quale si è anche allungato lo spiovente anteriore).

All'interno della Chiesa spiccano il tabernacolo in legno scolpito, con rifiniture dorate, sovrastato da un piccolo trono di pregevole fattura; la pala settecentesca (olio su tela) raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Maurizio e Rocco e la piccola statua di San Rocco con cane.

La festa di San Rocco si tiene il 16 agosto. Viene celebrata la messa, seguita dall'incanto e dal ballo delle “curende” da parte dei priori.

La festa di San Vito si festeggia invece il sabato più prossimo al 15 giugno.

“Gisola paese del sole” di Don Natalino Drappero

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